
[Verse 1] Sul muro di via Dante, sotto il ponte ferroviario, una faccia blu sorride accanto a un calendario. C’è scritto “Marta, torna”: la vernice ha perso un lato, ma ogni pioggia lascia intatto quel messaggio consumato. Un ragazzo passa piano, zaino pieno di quaderni, legge nomi, date, promesse rimaste senza inverni. La città si tiene stretti i segreti tra i mattoni, e li affida a chi si ferma, non soltanto ai passanti. [Pre-Chorus] Ogni muro ha una memoria, ogni colore una voce. Sotto il traffico che corre, qualcuno scrive e non tace. [Chorus] Questi muri raccontano, raccontano di noi, mani che lasciano una storia dove il tempo non la vuoi. Tra una porta e una saracinesca, tra la notte e il mattino, la città si mette a parlare con la lingua del colore. Questi muri raccontano, se ti fermi un po’, che anche un segno fatto in fretta può dire: “Io ci sono”. [Verse 2] Sul retro del mercato, un gabbiano porta un fiore, accanto un piccolo ritratto con due occhi color rame. La signora del panificio lo saluta ogni mattina, dice che le ricorda il figlio quando aveva la cartella. Più in là, sopra il cantiere, una nave tra le case sembra pronta a salpare quando il vento cambia fase. Non son firme per sparire, sono mappe improvvisate, sono voci senza palco, sono vite colorate. [Pre-Chorus] Ogni muro ha una memoria, ogni colore una voce. Sotto il traffico che corre, qualcuno scrive e non tace. [Chorus] Questi muri raccontano, raccontano di noi, mani che lasciano una storia dove il tempo non la vuoi. Tra una porta e una saracinesca, tra la notte e il mattino, la città si mette a parlare con la lingua del colore. Questi muri raccontano, se ti fermi un po’, che anche un segno fatto in fretta può dire: “Io ci sono”. [Bridge] Quando cambieranno il ponte e copriranno quel blu, qualcuno avrà già letto, qualcun altro passerà. La pittura dura poco, ma il racconto resta addosso: lo portiamo nelle tasche, tra le chiavi e il biglietto. [Final Chorus] Questi muri raccontano, raccontano di noi, mani che lasciano una storia dove il tempo non la vuoi. Tra una porta e una saracinesca, tra la notte e il mattino, la città si mette a parlare con la lingua del colore. Questi muri raccontano, e io mi fermerò: finché qualcuno avrà una storia, un muro ascolterà. [Outro] Sul muro di via Dante, una faccia blu sorride. La città gira pagina, ma la storia non finisce.
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