
Ormai é un anno che dormo poco Sono ormai sempre le tre o quattro ore di sonno Tutte le settimane prendo almeno quattro voli da Torino a Palermo passando da Roma Roma Roma Mi sento in mezzo all’oceano Mi sento in mezzo all’oceano é un anno che dormo poco Sono ormai sempre le tre o quattro ore di sonno Ci sono momenti in cui prendo di getto e scrivo é un anno in cui mi sento diverso Un anno in cui il generale rivive le sue paure e sa queste rinasce L aereo atterra posto sedici B una fila di mezz’ora ed io in piedi che aspetto Raggiungo piazza mèrlo sfréccio a razzo sulla solita tangenziale bloccata Un anno che parlo tre città Una volta ho fatto colazione a Palermo pranzo a Roma cena a Torino resto fisso sull obiettivo Mille sfighe tutte in fila come le lettere dell’alfabeto Dormo poco cercando di ricordare i sogni di chi sviene e cede alla stanchezza Vorrei un vero miracolo Vorrei la prova che già conosco ma che ancora non ho visto da Torino a Palermo passando da Roma Roma Roma città dove l infanzia resta Ma avverto un grande senso di smarrimento Non è ancora conclusa l esperienza della mia anima Ritornerò ma conservando il ricordo E da molto che non scrivo, Prego la sera per un aiuto, ma al mattino dopo la sera sono senza un dente Mi sono arreso, ma questa resa spegne ogni preoccupazione e infondo a questa sensazione vedo tornare la forza Pensando al fatto che non c’è nulla dietro di me, penso solo a quello che ho davanti Solo quando mi sento sconfitto affiora quell inizio Affiora la forza di un altro me Molto più saggio antico e silenzioso In questo breve ciclo di vita non mi sento attratto dal denaro o dal potere dei soldi, auto e vestiti firmati ti donano quell effimera sensazione di importanza ma è presa in prestito E la fine di tutti é sempre quella Il mio desiderio più profondo era quello di poter entrare in contatto con L invisibile, lo percepisco chiaramente quanto sia presente E mi sarebbe piaciuto vedere il miracolo vivere la tremenda legge essere puro di cuore ma qualcosa lo impedisce fortemente Perché Roll Se L unico nostro fine è quello di cessare bisogna apprezzare i doni della vita le sue gioie ed i suoi dolori Ma oggi mi sento con le mani in alto rivolto con la faccia al muro una pistola puntata Un vuoto dentro così freddo che mi spengo Voglio chiudere gli occhi e vedermi da fuori Voglio pregare ed essere ascoltato voglio sparire ed essere visto Voglio dire che ci sono riuscito Voglio dire che davvero tutti lo possono fare Se decido di sparire divento vento Invisibile come un’agente Ormai é un anno che dormo poco Sono ormai sempre e sole tre o quattro ore di sonno Ancora in marcia Generale da Torino a Palermo passando da Roma Roma Roma città dove l infanzia resta Ma avverto un grande senso di smarrimento
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